I Fondamentali

Caffè sì o caffè no?

Volevo tenere l’argomento per una “serie” dedicata all’alimentazione ma, vista la domanda specifica dell’amica Patrizia, cercheremo di rispondere alla domanda; “Caffè sì o caffè no?”.

Premetto che io la mattina lo bevo con il latte di avena o di soia, e premetto anche che se ne bevo una seconda tazza, lo “sento” parecchio.

Premetto inoltre che l’anno in cui sono stata in Brasile ne ho bevuto in quantità industriali (fatto con il percolator, detto anche “filter coffee” e anche quando lavoravo a Benevento ne ho bevuto tantissimo (3/4 tazzine al giorno) fatto con la moka, con vari effetti collaterali in entrambi i casi, effetti che ritroveremo nella ricerchina che ho fatto.

Tutti gli studi evidenziano, ovviamente con enfasi diversa a seconda del “committente”, sia la presenza di controindicazioni che di effetti benefici della caffeina.

Rilevo subito due incongruenze: nessuno studio chiarisce quale caffè sia stato esaminato (come sappiamo, ogni qualità ha caratteristiche diverse), ne il campione su cui le indagini sono state condotte. Uomini, donne, età ma soprattutto stato di salute che, come vedremo, riveste una grande importanza.

Quindi cercherò di fare una media e una tara sulle fonti e di arrivare a una conclusione sensata.

Una sola tazza di caffè “all’americana”, dove il contenuto di caffeina è maggiore rispetto al caffè fatto con la moka, può far aumentare il battito cardiaco portandolo dalle normali 60/80 pulsazioni al minuto fino a 100. Può anche contribuire al restringimento delle arterie, aumentando la pressione. Se una persona è in perfetta salute e senza particolari patologie cardiache, nessun problema, ma la musica cambia per chi soffre di problemi di cuore. Io sono in buona salute ma soffro di aritmia leggera (soffio al cuore) e, come dicevo nella premessa, “sento” già la seconda tazza.

Inoltre, il caffè causa ansia, effetto che ho sperimentato, soprattutto con le 3/4 tazze al giorno di Benevento, in prima persona. Tremori, mani sudate, senso di irrequietezza, difficoltà a dormire. Su questo ci metto la firma io.

Da evitare in particolare il caffè espresso, perché contiene alti livelli di potassio, che provocano pericolosi cambiamenti nel ritmo cardiaco, come spiegato dal dottor Graham Jackson, cardiologo presso la “Guy’s and Thomas’ NHS Foundation Trust”.

Care amiche over 50, sappiate che troppo caffè può aumentare il rischio di fragilità ossea e osteoporosi, perché interferisce con il processo di formazione delle ossa stesse, come dimostrato da uno studio pubblicato sul “Journal of Orthopaedic Surgery and Research“ nel 2006.  La caffeina intralcerebbe anche l’assorbimento del calcio, dunque sarebbe consigliabile non berne più di una tazza al giorno.

Ho trovato una ricerca dello “Institute for Scientific Information on Coffee” che sostiene che il caffè aiuti a prevenire l’Alzheimer, ma il committente mi pare un po’ troppo di parte per dargli credito.

Bere caffè aiuta a dare una “spinta” ai muscoli e ad aumentare la loro potenza. Ricercatori dello “Australian Institute of Sport” sostengono che l’effetto della caffeina sui muscoli aiuti a bruciare i grassi, trasformandoli in energia.

Non bisogna dimenticare l’effetto stimolante che ha il caffè. Aumentando la pressione e il battito, ha come effetto quello di avere maggiore reattività.

Non da ultimo, il caffè ha la capacità di stimolare il rilascio dell’ormone del buon umore, la dopamina, riducendo temporaneamente il senso di fatica. Tutto ciò avviene con molta rapidità: come spiegato dal dottor Nigel Denby, infatti, la caffeina viene assorbita più rapidamente in forma liquida, dunque con la classica tazza di caffè, e in 30-40 minuti si ha il massimo livello di concentrazione nel sangue e nel cervello.

L’altra faccia della medaglia sta nel fatto che, dopo un certo periodo e quando si assume troppa caffeina, si ottiene l’effetto di assuefazione, dunque i “benefici” scompaiono.

Inoltre, sarebbe bene evitare o diminuire il consumo di caffè e tè vicino ai pasti, perché vanno a ostacolare l’assorbimento del ferro per via del contenuto di tannini o acido tannico (nel tè) e di polifenoli (nel te e nel caffè ) come fa notare Odranoel – esiste, esiste e’ un mio amico e non uno Hobbit.
Sul ferro e sul suo assorbimento rimando a questo interessante articolo reperibile sul sito Emocromatosi.it

Quindi, mi spiace per le amiche e gli amici caffeinomani, ma io terrò buone quattro informazioni scientificamente provate: gli effetti sul cuore, sull’ansia, sul ferro e sull’osteoporosi e rispondo all’amica Patrizia di berne una, max due tazzine al giorno a seconda delle sue condizioni di salute e reazioni personali al caffè (parlo di caffè fatto con la moka), ma di non andare oltre.
Se viaggiate e bevete i tazzoni di caffè americano, che contengono molta più caffeina dell’espresso nostrano… ecco andateci cauti come suggerisce Laura.

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