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Lavera: recensione prodotti capelli/viso (non decorativi)

Un brand ecobio molto amato (da me) è, appunto, Lavera, brand talvolta sottovalutato.

Sottovalutato perche’, pur avendo mediamente INCI buoni e in alcuni casi tendenti al molto buono, i nostri amici tedeschi proprio non resistono alla tentazione di conservare i prodotti con l’alcool, che è senz’altro meglio di millemila conservanti, ma può dar parecchio fastidio ad alcune persone.

Per fortuna non tutti i prodotti Lavera parlano Hochdeutsch e io, PERSONALMENTE, con molti di loro ho stretto amicizia da anni; vedendo il bagno colonizzato ho pensato di fare una recensione globale dei prodotti curativi capelli/viso.

1) Feuchtigkeit & Pflege Shampoo (linea sensitive). Ottimo. L’ho consigliato anche a un bambino atopico come me e non gli crea alcun problema. L’INCI è abbastanza delicato e l’alcool è relegato in fondo. A me, che ho capelli corti – mind you, se li avete lunghi o ricci o..o ..o… il discorso potrebbe cambiare – non serve tutto sommato nemmeno il balsamo.

2) Bio rose & Pflanzliches Keratin Repair Pflege Spulung, in italiano balsamo dopo shampoo a risciacquo. Mi piaciucchia, alcool altissimo ma non mi ha dato problemi. Tuttavia non lo ricomprerò, sostituendolo con il balsamo della linea sensitive di cui sopra.

3) Repair Pflege Haarspitzen Fluid. Auf Italienisch, balsamo leave on per i capelli danneggiati e in particolare per le doppie punte. Era in un’offerta: per me, senza arte né parte. Non lo comprerò.

4) Non è nella foto, ma come leave on districante preferisco di gran lunga l’altro “balsamo/styling” a spruzzo (quindi leggerissimo) della linea all’arancia, che ho regalato a una bella bimba dai capelli lunghi fini e nodosi (lei non ha problemi di pelle reattiva), appunto come districante dopo shampoo. Quello sì, verrà ricomprato. Anche perché il profumino all’arancia la sta “educando” alla cura dei suoi bei capelli biondini.

5) Pflege Seife sempre della linea sensitive. È un detergente che uso sul viso con il Clarisonic. INCI abbastanza delicato, ne va usato pochissimo, pelle detersa senza sensazione di “tiraggio”. Verrà certamente ricomprato.

6) Eyeshadow Base: come sapete, sui decorativi – salvo i fondotinta, che considero parte della mia routine curativa-  non sono talebana e a volte uso porcate solo perché son belle. Quindi mi piace avere una barriera “pulita” che protegga una delle mie parti più delicate, gli occhi. Lo uso da un mesetto, ed essendo estate non mi sto truccando spesso, quindi potrò dare un parere compiuto fra un mesetto. Però… so far, so good.

7) Creme mit Bio Sheabutter & Bio Mandelol, ancora della linea Sensitive. È una bella crema spessa, confezionata in una simpatica old-style “tolla”che, insieme alla sorella Soft (più leggera), sono la combinazione usata dal bambino atopico di cui sopra. Tenete conto che, prima di incontrarle, rifiutava qualunque crema gli venisse propinata. Nonostante la presenza di alcool altina, non riscontra alcun problema. Per me la soft è leggera e la “tolla” che vedete nella foto, pesante come crema viso, ma ce l’ho sempre in casa (d’estate finisce dritta in frigo) da usare sul corpo magari dopo un bagno in piscina per togliere la secchezza che mi procura il cloro. Sono creme senza pretese: semplici, emollienti e lenitive.

8) Last but not least, il Bio Minze, Zink & Salizylsaure Pickel Gel: gel anti brufolo. Come sapete, io ho la “pellepazza “: mista, con periodi di secchezza alternati a brufolaglia adolescenziale. Ecco, questo gel sui miei foruncoli funziona bene. Si applica con una toccatura direttamente sul brufolo e aiuta effettivamente a seccarlo. Non siamo nel paese dei campanelli, quindi non aspettatevi che il malefico sparisca overnight, ma sicuramente sfiamma e disinfetta. Ora, agosto, lo sto usando solo la notte, vista la presenza di acido salicilico rigorosamente con protezione solare di giorno (ma quella la userei a prescindere). Promosso.

Questa è la mia esperienza con Lavera, nel complesso molto positiva, anche nel rapporto qualità/prezzo. Certo, va valutato prodotto per prodotto.

Ma quando mai è sano comprare a “scatola chiusa”?

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