I Fondamentali

Ossigenare la pelle dall’interno: la respirazione yogica completa

Un punto su cui la mia amica Trotula insisteva in modo particolare quando discutevamo di come mantenere la pelle giovane era seguire un regime di “igiene di vita”, risultato di diversi fattori combinati, ad esempio la respirazione yogica.

Non facile, per carita’: senza fare filosofia da bar, la vita riserva situazioni e cambiamenti diversi per ciascuna di noi e, a volte, alcuni dei punti che leggerete sono umanamente difficili da portare avanti. Però… Proviamoci.

Quali sono i fattori cardine? E cosa c’entra la respirazione yogica? Scopriamolo insieme.

1) Genetica; e la fortuna, si sa, colpisce a caso.

2) Un adeguato apporto di sostanze nutritive utili (vitamine, oligoelementi, proteine, grassi “buoni”, antiossidanti, eccetera).

3) Uno stato di salute e benessere del corpo e della psiche. Rispetto del proprio organismo, prevenzione e cura di tutte le malattie (mai, e lo dico per diretta esperienza, trascinare uno stato d cattiva salute).

4) Un regime di vita sano di base: vita all’aria aperta (per quanto sia possibile) e corretta ossigenazione grazie alla respirazione.

5) Movimento e sport.

6) Adeguato apporto di sonno.

7) Equilibrio e serenità interiore.

8) Sorriso.

9) Utilizzo di tecniche antistress (meditazione, hatha yoga – che, per inciso “lavora” molto più profondamente, ma è un capitolo a parte).

10) Interdizione dei veleni: fumo di sigaretta, alcool in eccesso (ndr: giusto ieri sentivo su Radio 24 come studi recenti abbiano dimostrato che “il bicchiere al giorno” non farebbe poi così bene: i benefici apportati dai polifenoli vengono praticamente azzerati dall’alcool che appesantisce oltremisura il sistema digestivo)., eccesso di grassi animali nella dieta.

Dopo questo pistolotto un po’ scontato ma che è bene tenere sempre a mente, voglio parlarvi della respirazione.

Quando siamo tese, stressate o, semplicemente, prese dalla frenesia della quotidianità, smettiamo di respirare in modo corretto, cosa che i neonati fanno in modo spontaneo. Il fiato si fa più corto e veloce, superficiale. L’ossigeno non entrerà nel nostro corpo in quantità adeguata, costringendoci ad accelerare ancor di più la respirazione e aumentando la sensazione di ansia.

Dicevamo che i nostri organi non avranno quindi l’apporto di ossigeno necessario per mantenersi in buona salute e qual è l’organo più esteso del nostro corpo?

La pelle.

Vogliamo re-imparare a respirare correttamente?

Cominciamo ad imparare la respirazione yogica completa.

Iniziamo mettendoci comodi: seduti, in piedi o sdraiati (supini). La colonna vertebrale deve rimanere dritta per tutta la sessione.

Proviamo a rilassarci e a sgomberare la mente. I pensieri arriveranno, ma noi non ci “soffermeremo” su alcuno, concentrandoci sulle sensazioni che ci trasmette il corpo e, appunto sul respiro.

Appoggiamo le mani sulla pancia: inspirando “osserviamo” l’addome che si espande, riempiendosi completamente d’aria.

Espiriamo svuotando completamente la pancia e i polmoni.
Ripetiamo per 5 volte concentrandoci sulle sensazioni che ci trasmette il nostro addome, “osservando” pancia e polmoni che si alzano e abbassano spontaneamente con l’inspiro e si abbassano con l’espiro.
Questo è il respiro addominale, che utilizza la parte bassa dei polmoni.

Appoggiamo ora le mani ai lati del torace, appena sopra le coste.

Inspirando sentiremo la pancia che si espande e l’aria che sale espandendo il torace. Come abbiamo “sentito” prima, probabilmente staremo riempiendo d’aria solo la parte bassa dei polmoni. Proviamo a visualizzare i polmoni e a inspirare più profondamente, riempiendo quanto più possibile i polmoni lateralmente: le nostre mani ci segnaleranno se stiamo lavorando correttamente.
Ripetiamo per 5 volte concentrandoci sulle sensazioni che ci trasmette la cassa toracica, osservando le costole che si espandono e contraggono con l’inspirazione e l’espirazione.
Questo è il respiro toracico, che utilizza quasi tutta la capacita’ espansiva polmonare.

Appoggiamo ora le mani aperte sotto le spalle, con i pollici posizionati nell’incavo delle ascelle e le altre dita sulle clavicole.

Inspiriamo cercando di riempire i polmoni fin sotto le spalle, aiutandoci se necessario, alzando leggermente le spalle: se saremo riuscite nel compito (non è’ immediato), percepiremo un leggero sollevamento delle mani.
Espirando, rilassiamo le spalle abbassandole, comprimiamo il torace e sgonfiamo completamente la pancia.
Ripetiamo per 5 volte, concentrandoci sulle sensazioni che ci arrivano dalle spalle e dal collo.
Questa è la respirazione clavicolare, che utilizza la parte alta dei polmoni.

Unendo le tre fasi di respirazione in unico atto fluido e continuo, concentrandoci sulle tre fasi dell’inspirazione– prima addominale, poi toracica, poi clavicolare – e dell’espirazione – che funziona all’inverso, quindi clavicolare, toracica e infine addominale – staremo facendo una respirazione yogica completa, utilizzando al massimo la nostra capacità polmonare e ossigenando correttamente il nostro corpo.

Se saremo costanti, il primo organo a beneficiarne sarà proprio la pelle. E la mente.

Il massimo sarebbe eseguire la respirazione in un ambiente dove l’aria e’ ricca di ossigeno e pulita:  in un bosco, al mare, in montagna, in campagna… Se siete in vacanza e’ il momento giusto per cominciare.

Le prime volte dovremo concentrarci tuttavia, piano piano, diventerà un automatismo e dovremo solo “controllare” periodicamente che l’esecuzione sia corretta.

Praticandola in un momento di ansia, ci aiuterà a rilassarci e diminuire il senso di costrizione che ci strangola.

La respirazione yogica: un toccasana che non costa nulla, ma che ci porterà moltissimi benefici.

 

 

 

 

 

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