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Cosmesi Anidra: la (ri)nascita di una nuova frontiera della cura della pelle. Di Fabrizio Zago

La moderna scienza delle emulsioni cosmetiche ha una data di nascita piuttosto precisa, il 1911 quindi poco più di cento anni fa. Grazie a tre scienziati: Isaac Lifschütz, Paul Gerson Unna e Oscar Troplowitz venne studiato un emulsionante, l’Eucerit in grado di creare emulsioni stabili e particolarmente bianche, da cui il termine “Nivea” assonante con “Neve”.

Isaac Lifschütz era il chimico che studiò l’emulsionante, Paul Gerson Unna era il dermatologo che colse gli aspetti rivoluzionari della emulsione ed infine Oscar Troplowitz fu quello che diventò molto ricco essendo un fondatore della compagnia Beiersdorf attuale proprietaria del marchio Nivea.

Prima di allora le creme, come le conosciamo oggi, semplicemente non esistevano.

Cosa usavano dunque gli antichi egizi oltre cinquemila anni fa? Semplicemente erano fedeli alla cosmesi anidra. Le cui tracce si trovano anche oggi sia nelle preparazioni galeniche, farmaceutiche eccetera e note a tutti col nome di “Pomate” e anche per lo stesso motivo per cui ne parliamo e cioè che stiamo assistendo ad una riscoperta di questa tipologia di cosmetici.

Gli antichi Egizi?

Sì! furono loro a trovare delle applicazioni cosmetiche che hanno segnato la storia della bellezza. Mescolando cera d’api, olio e polveri di galena, malachite e antimonio si ottenevano ombretti e evidenziatori oculari, il Kajal. Probabilmente la cultura “chimica” dei sacerdoti addetti all’imbalsamazione ha aiutato molto il processo di conoscenza di questi materiali fino a farli diffondere in tutto il mondo allora conosciuto.

Non vi è dubbio quindi che si stia parlando di una scienza antichissima e che riserva molte sorprese e molte ne scopriremo in futuro. Già lo studio degli unguenti trovati nelle tombe sono fonte di studi sempre più approfonditi ed interessanti.

Cosa hanno di così particolare le preparazioni anidre?

La conservazione dei principi attivi:

una cosmesi sempre più (delle volte anche pericolosamente) vicina alla farmacologia, utilizza delle sostanze la cui conservazione è difficoltosa. Ad esempio la Vitamina C è molto delicata ed in un mezzo acquoso, dove è perfettamente solubile, si degrada molto velocemente. Se invece un suo precursore liposolubile, esempio l’ascorbil palmitato, fosse inserito in una pomata anidra, potrebbe durare decenni. Ecco quindi un grandissimo vantaggio della cosmesi anidra, l’efficacia, anzi la conservazione dell’efficacia dei principi attivi nel tempo.

Ma i principi attivi vengono rilasciati bene?

Anche meglio di quanto accade con le emulsioni! Vediamo: quando una emulsione arriva alla pelle, la sua struttura cambia e rilascia i principi attivi, le sostanze emollienti eccetera sulla pelle ma questo rilascio è molto veloce ed è per questo motivo che la cosmesi ha sviluppato i liposomi, i niosomi, fitosomi eccetera cioè “sistemi” di rilascio lento dei principi attivi. In altre parole se una crema contiene vitamina E e applico questa emulsione alle otto di mattina, avrò un rilascio di Vitamina E molto grande ed immediato. Ma alle otto e trenta tutto quello che potevo ricevere l’ho ricevuto e la pelle rimarrà senza un apporto vitaminico fino a sera o alla mattina dopo. Una crema anidra non rilascia nulla immediatamente, perché non modifica la sua struttura, ma un po’ alla volta e dosa quindi il principio attivo lentamente. Alle otto applico la crema e alle ore venti ne riceverò ancora. Inutile dire che per certi cosmetici “curativi” questo meccanismo di cessione lenta è fondamentale.

Sì però sono preparazioni idratanti?

Distinguo: ovvio che una emulsione, contenendo acqua, avrà una capacità idratante molto interessante. Una pomata non contiene acqua e quindi il suo apporto è nullo ma allora dobbiamo sottolineare due cose fondamentali: la prima è che quando si vuole che un cosmetico abbia capacità idratanti è opportuno applicare il preparato su pelle bagnata, questo è fondamentale sia per conferire idratazione ad una pomata ed è assolutamente indispensabile nel caso si utilizzino oli. La seconda cosa da sottolineare che se è vero che una pomata non idrata “direttamente” lo fa certamente in modo “indiretto” trattenendo la sudorazione insensibile (perspiratio insensibilis). Impedendo la fuoriuscita di acqua dalla pelle essa si accumulerà negli strati più superficiali del derma conferendo un eccellente livello di idratazione.

Ma quanto durano queste preparazioni anidre?

A tempo indefinito per i motivi detti sopra ma qui vale la pena di ricordare un aspetto molto importante legato alla durata di un cosmetico. I cosmetici devono essere conservati ed il sistema conservante deve resistere ad attacchi batterici anche importanti, lo prevede la Legge vigente. In caso di cosmesi anidra ovviamente NON serve nessun conservante perché non essendoci acqua non c’è nessuna possibilità di proliferazione batterica. In caso di persone ammalate, intolleranti, allergiche eccetera, una cosmesi priva di conservanti è la soluzione ottimale per vivere serenamente e con la possibilità di usare cosmetici di buona o addirittura ottima qualità.

Allora fare una crema anidra è molto facile!

No, nulla è “facile” perché il bravo formulatore sa che ci sono molte caratteristiche di un prodotto di bellezza che devono essere rispettate per incontrare il favore dei consumatori.

Oggigiorno usiamo normalmente cosmetici anidri, il rossetto per le labbra o un burrocacao, ombretti, fard e similari NON contengono acqua e sono dunque appartenenti alla famiglia dei cosmetici anidri e da questi dobbiamo partire per sviluppare nuove ricette efficaci e gradevoli.

Uno degli scogli più importanti è la leggerezza, la spalmabilità e la velocità di assorbimento o più semplicemente l’untuosità. A differenza del passato, dove le sostanze oleose erano poche e spesso molto variabili da partita a partita, adesso il formulatore dispone di decine di emollienti e di fattori di consistenza con cui ottenere dei cosmetici anidri assolutamente gradevoli.

In conclusione, è facile prevedere che la cosmesi anidra avrà un posto sempre più importante nel mercato dei cosmetici, sono decisamente più i PRO che i CONTRO come abbiamo voluto segnalare. La cosmesi anidra permetterà ai formulatori di riscoprire anche sostanze dimenticate o pressoché dimenticate come la cera d’api, i burri vegetali e mille altre sostanze veramente efficaci e sicure.

 

Fabrizio Zago

5 commenti

  • Laura

    Interessante, avere una cosmesi per chi ha bisogno di prodotti molto semplici e basici a causa di intolleranze e reattività è una risorsa.
    Io personalmente non potrei mai usarla, solo grassi e olii per più di qualche giorno mi imbruttiscono la pelle, e non potrei mai rinunciare a tanti preziosi attivi idrosolubili, come ialuronico, aminoacidi, peptidi, proteine, mucillagini, alfaidrossiacidi, e diversi altri ancora, con i quali vedo la differenza in termini di resa estetica.

  • Laura

    Interessante, per chi ha intolleranze serie avere cosmetici inerti è una risorsa.
    Non ho particolare problemi di pelle per fortuna e per me questa cosmesi sarebbe inadatta, olii e burri per più di un paio di giorni mi imbruttiscono la pelle, al contrario non potrei mai rinunciare ad una buon cosmetico emulsionato e con attivi idrosolubili, penso a ialuronato, niacinamide, idrossiacidi, peptidi, aminoacidi, proteine, pantenolo, ma anche semplici mucillagini lenitive,e tanti altri che vedo fare davvero la differenza in termini di resa cosmetica.

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