I Fondamentali,  Oggi parliamo di...

Sono incinta!

Una nostra amica over 40 (puerpera decisamente attempata…. Ok mi ammazza), primipara al settimo mese di gravidanza, mi ha chiesto come curare al meglio la sua pelle in questi ultimi due mesi di attesa e nel post parto.

Considerando che sempre più donne decidono di diventare mamme ben dopo i 40, ho pensato potesse essere utile un vadamecum agile su come gestire pelle e capelli nei fatidici 9 mesi e durante l’allattamento.

Nel caso della nostra T., direi “continuare a curare”, visto che finora è riuscita a gestirsi benissimo usando oli e burri (cosmesi anidra) correttamente. Anche i capelli non hanno risentito, sta solo avendo qualche problema a livello di capillari. Ora, posto che la Nostra sta vivendo una magnifica gravidanza (cosa non così scontata: ogni gravidanza è davvero storia a se), vediamo invece come gestire i problemi che altre ragazze si trovano ad affrontare.

Soprattutto nei primi mesi, le donne incinta sembrano avvolte da una particolare aura di bellezza; spesso si sente dire chein gravidanza si è più belle. Ma, come abbiamo detto, ogni gravidanza è storia a se e il “pregnancy glow” non sempre è destinato a durare per tutti i 9 mesi

QUALI CAMBIAMENTI SI RISCONTRANO PIÙ FREQUENTEMENTE IN GRAVIDANZA?

Cominciamo dalle buone notizie: aumentando l’irrorazione dell’epidermide, la nostra pelle sarà più rosea e luminosa, inoltre gioverà di un maggior nutrimento e ricambio cellulare.

Perché? Perché i capillari si dilatano agevolando il flusso sanguigno in tutto l’organismo. Essendo la pelle l’organo più esteso del nostro corpo, gli effetti di questa maggiore irrorazione saranno particolarmente visibili a livello epidermico.

La maggior irrorazione della pelle ci donerà non solo di un colorito più sano, ma anche un maggior nutrimento e ricambio cellulare che rende l’aspetto della pelle più giovane e luminoso. Inoltre la pelle apparirà più idratata e morbida per un fisiologico aumento della ritenzione idrica.

Tuttavia, la pelle in gravidanza però ha anche bisogno di molte attenzioni perché diventa anche più sensibile e delicata e, per alcune donne, soggetta a cambiamenti che possono lasciare il segno.

L’ORMONE MALANDRINO

Le donne con problemi di ipersensibilità cutanea o di acne spesso riscontrano un miglioramento delle condizioni della pelle, altre invece un peggioramento e altre ancora un iniziale miglioramento seguito da un peggioramento. Ce ne è davvero per tutte! Tali cambiamenti sono dovuti agli sbalzi ormonali tipici della gravidanza e del post parto e si manifestano in maniera davvero soggettiva.

Ad esempio, il progesterone e la gonadotropina corionica umana contribuiscono a rendere la pelle più liscia e lucida, stimolando una maggior produzione di sebo che può favorire la comparsa di acne gravidica”. In questo caso, consultate il medico prima di acquistare creme antiacne. Ricordatevi che tutti i prodotti che applicherete sulla vostra pelle, entreranno in circolo nel sangue, da qui alla placenta e quindi a diretto contatto con il vostro bambino. Provate con maschere di argilla verde, cataplasmi di argilla bianca e lievi scrub meccanici, se si tratta di episodi leggeri.

Viceversa, molto spesso la pelle in gravidanza tende a diventare più secca in alcune zone del corpo. Gli ormoni della gravidanza e i cambiamenti fisiologici del corpo della donna, infattisembrano favorire una certa disidratazione della pelle e alterazioni della sua struttura e funzionalità che la indeboliscono rendendola meno elastica e tonica.

La pelle deve quindi essere detersa con delicatezza (no saponette, si a spume o syndet delicatissimi) e mantenuta ben idratata e nutrita sia attraverso un’alimentazione sana, bilanciata e ricca di frutta e verdura, sia con un diverso approccio alla cosmesi (io, come sapete, sono una strenua sostenitrice della cosmesi anidra) scegliendo prodotti delicati, innocui per il bambino e adatti a rinforzare, nutrire e mantenere idratata la barriera cutanea.

Non vi parlerò di alimentazione, tema troppo medicale, ma vi segnalo che in particolare, è  molto utile il consumo di alimenti e l’utilizzo di prodotti contenenti vitamina E e C, indicate sia per proteggere la pelle dalla disidratazione che per mantenerne la struttura sana, robusta ed elastica.

Inoltre, alcune donne in gravidanza e/o nel post possono presentare una peluria diffusa anche sul viso, dovuta ad un aumento della produzione di androgeni di origine ovarica e surrenalica. Potete tranquillamente raderla (tranquille, non vi ritroverete come Barbablù: i peli, come i capelli, sono materia morta e ricresceranno tali e quali), spinzettarla, oppure teneverla ma evitate le creme depilatorie per i motivi chimici di cui sopra.

Evitate invece in generale (soprattutto per i baffetti) le cerette o le strisce depilatorie: anche se ottimamente tollerate normalmente, lo strappo produce un insulto al derma che, indebolendone lo strato superficiale, in gravidanza può favorire l’insorgere di iritazioni e/o di melasmaquest’ultimo già di per se in agguato. Per i baffetti, andate di pinzette. Ouch! 😘

PELLE MIA NON TI CONOSCO

Le alterazioni ormonali che caratterizzano la gravidanza e il post parto sono anche responsabili della comparsa, in alcune donne, di iperpigmentazione cutanea, smagliature, vene varicose e prurito gravidico. Queste alterazioni possono regredire spontaneamente dopo il parto.

  •  L’iperpigmentazione (melasma) si può manifestare già nel primo trimestre di gravidanza ed è dovuta ad una maggior produzione di melanina, secondaria ai cambiamenti ormonali che occorrono durante la gestazione e in particolare a un incremento degli estrogeni, che porta alla comparsa di macchie brune sulla pelle del viso (fronte, gote, labbro superiore) e in alcune zone del corpo, come ad esempio la ‘linea nigrache si estende dal pube fino all’ombelico. Come per tutti i casi di iperpigmentazione, il melasma gravidico si può mitigare evitando l’esposizione diretta al sole e utilizzando sempre una crema solare ad alta protezione, oltre che ai classici filtri meccanici. In gravidanza, meglio optare per creme con filtri fisici, che non penetrano nell’organismo e non entrano pertanto nel flusso sanguigno. Il melasma gravidico può regredire spontaneamente dopo il parto, ma in alcuni casi le macchie restano. In questo caso, fino alla fine dell’allattamento leniremo la nostra pelle senza usare prodotti chimici aggressivi e continueremo a usare uno schermo solare per mettere a cuccia i nostri melanociti impazziti, dopodiché potremo definire una strategia d’attacco con la nostra dermatologa.
  •  Le smagliature rappresentano un problema molto diffuso nelle donne in gravidanza. La loro comparsa è dovuta sia agli sbalzi ormonali che all’aumento del peso che può stirare le fibre cutanee e favorirne la rottura. Sono infatti delle cicatrici che si manifestano su una pelle indebolita e sottoposta ad uno stress meccanico e possono rimanere anche dopo il parto se non ci si prende cura della propria pelle elasticizzandola per tempo con oli ricchi di Vitamina E. Ottimo anche l’olio di rosa mosqueta.
  •  Le vene varicose sono dovute alla dilatazione dei capillari e alla perdita di tono ed elasticità delle pareti vascolari favorita dall’aumento degli estrogeni. Si consiglia di evitare di stare in piedi ferma o seduta troppo a lungo, di camminare il più possibile per favorire il ritorno venoso, di fare una leggera attività sportiva possibilmente in acqua, e di indossare abiti comodi e scarpe non troppo alte (i famosi 5 cm). Se il medico concorda, utile un’integrazione ad hoc per rinforzare i capillari e l’uso di calze riposanti in associazione a gel al rusco, alla centella, al mirtillo da applicare con un massaggio prolungato e dolce, dal basso verso l’alto. Tutte le sere e la mattina, fate delle docciature alternando acqua tiepida e fredda e poi applicate il gel. D’estate, ottimi gli idrolati di camomilla, di menta, tenuti al fresco e nebulizzati sulle gambe durante la giornata.
  • Il prurito gravidico si manifesta generalmente nei mesi centrali della gravidanza ed è la manifestazione di una maggiore ipersensibilità cutanea. Si tratta di un prurito generalizzato molto fastidioso e possono comparire anche degli sfoghi simili all’orticaria. La miglior prevenzione e cura consiste nel mantenere la pelle idratata e utilizzare oli, burri o creme ad azione emolliente e idratante, dall’INCI semplice e pulito. Generalmente dopo il parto tale condizione regredisce entro pochi mesi. In questo caso, grande alleata l’avena, con cui prepararsi dei lussuriosi bagni tiepidi in cui polleggiarsi per una 20ina di minuti.
  • Nel post parto, potreste notare un diradarsi di ciglia e sopracciglia. Anche qui, è una situazione transitoria. Fate dell’olio di ricino il vostro BFF (Best Friend Forever, ma come fate un figlio e non conoscete lo slengh degli adolescenti? Mamme antiquate 😉), applicandone una piccola quantità su ciglia e sopracciglia. Solito suggerimento: procuratevi uno scovolino pulito per mascara e intingetelo lievemente passandolo per benino dalla radice alla punta di ciglia e sopracciglia.
  • Diventate delle artiste del pelo che neanche Anastasia Beverly Hills: una buona matita, un gel e tanto mascara. Potete anche valutare le ciglia finte a mazzetti e non troppo lunghe; eviterei viceversa tinture o lash extension su peli già indeboliti.
  •  Sudore, sudore e ancora sudore. Ma le vampate non venivano in menopausa? No, anche nel post parto la sudorazione può aumentare parecchio. Non vergognatevene, piuttosto fate in modo di evitare l’insorgenza di eruzioni e irritazioni a causa della macerazione della pelle e dello sfregamento: indossate abiti leggeri, a strati, usando cotone o seta come primo a contatto con la pelle.
  • Mantenete  la pelle costantemente idratata e nutrita e bevete tanta acqua, magari con un’integrazione di potassio e magnesio.
  • NON USATE TALCO.
  • Allattate al seno? Ottima scelta, ma occhio alle ragadi, ovvero a quei piccoli taglietti dolorosissimi e a rischio infezione che si creano attorno al capezzolo o sulla cute circostante. Più che curate, le ragadi andrebbero prevenute, sia con un corretto posizionamento del bambino durante la suzione (deve attaccarsi non solo al capezzolo ma anche a una buona parte dell’areola), che mantenendo la parte ben idratata e protetta.  Esistono molti rimedi: dalle coppette in argento, un antibatterico naturale, a creme da usare sia in fase preventiva che durante l’allattamento. Ovviamente, preferite prodotti naturali con ingredienti non nocivi se ingeriti dal vostro bimbo.
  • Le tette sfregano sotto? Ecco, questa è una situazione da controllare, onde evitare irritazioni, infeziuncielle eccetera. Usate la stessa crema che usate per i capezzoli per mantenere idratata tutta la tetta e scegliete reggiseni di cotone puro senza ferretto o imbottiture.

QUALI INGREDIENTI CERCARE

Piccolo breviario su oli e burri particolarmente adatti alle neo mamme

Olio di mandorle: emolliente, nutriente, addolcente e lenitivo
Olio di ricino: nutriente, addolcente, previene la disidratazione cutanea
Olio di germe di grano: ricco di vitamina E, nutriente, addolcente
Olio di rosa mosqueta: ricco di vitamina E, antiossidante,rigenerante e riparatore. Ottimo su smagliature e cicatrici.
Olio di riso: emolliente, idratante, levigante, offre una blanda azione fotoprotettiva
Olio di sesamo: emolliente, antiossidante, previene secchezza, irritazioni, fragilità cutanea e mancanza di tono
Olio di olivello spinoso: rigenerante, antiossidante, antinfiammatorio, stimola il microcircolo ed il turnover cellulare
Olio di macadamia: ristrutturante, idratante, addolcente, contrasta la disidratazione
Olio di avocado: reidratante, rigenerante, ristrutturante, antiage.
Olio di nigella: rigenerante, antinfiammatorio, rigenerante, rassodante, nutritivo.
Burro di karité: Idratante, nutriente, lenitivo, cicatrizzante, emolliente ed elasticizzante

CAPELLI E CUTE

Anche la cute e, a cascata, gli annessi cutanei (capelli e peli) vengono coinvolti dall’azione dei processi ormonali che regolano la gravidanza.

Alcune donne vedono capelli più folti, lucidi e belli; altre al contrario, capelli che si sporcano facilmente o addirittura indeboliti, al punto di arrivare a episodi di diradamento e di caduta.

In generale, i capelli in gravidanza, crescono più velocemente del nomale, grazie all’apporto di sangue e al miglioramento del microcircolo, che interessa anche le zone di crescita dei capelli.

Capelli in gravidanza: perché possono diradarsi

La possibilità di avere un diradamento e una minima perdita in gravidanza di capelli, è possibile, ma nella maggioranza dei casi è del tutto transitorio.

Anche durante l’allattamento, sempre a causa di un ormone (la prolattina) i capelli possono indebolirsi e diradarsi. Anche qui, il fenomeno è transitorio e rientra con il termine dell’allattamento.

Si può intervenire? Certo, mantenendo in condizioni di equilibrio e salute il cuoio capelluto.

Detergere, detossinare e nutrire.

La detersione deve essere fatta ogni volta che sentiamo il cuoio capelluto untuoso. Questo vale in generale per tutte (come già detto nell’intervista con la Prof. Piraccini del DIMES di Bologna), ma è particolarmente valido per le donne che in gravidanza vedono i loro capelli sporcarsi con maggior frequenza.

  • Usiamo uno shampoo dall’INCI delicato, diluiamolo bene e sciacquiamolo come se non ci fosse un domani. Proviamo anche le terre lavanti.
  • Balsamo e maschere: teniamoli in posa possibilmente solo sulle lunghezze, evitando di soffocare la cute e, anche in questa fase, sciacquare benissimo. Il famoso passaggio con acqua fredda finale fa sempre bene e riattiva il microcircolo.
  • Impacchi! Prima dello shampoo, impaccatevi per 20’ di olio di jojoba, massaggiando bene la cute. Sebosimile, l’olio di jojoba sta alla cute come il ricino alle ciglia: una manna.
  • Detossinate: ovvero fate uno scrub delicatissimo alla cute almeno ogni due settimane, in modo da togliere ogni residuo di sebo e di prodotti e lasciare respirare la nostra cute.
  • Asciugate con delicatezza: phon a calore medio e, se la stagione lo consente, niente phon del tutto.
  • Non pettinate i capelli bagnati, ovvero nel momento di massima fragilità, ma dopo una prima tamponatura con l’asciugamano, possibilmente con pettine di legno a denti larghi.
  • Sole, salsedine e cloro vanno lavati via immediatamente e in caso la vostra cute si sia sensibilizzata, provate con impacchi di malva.
  • Sostituite i prodotti per lo styling chimici con gel naturali e acque termali texturizzanti: ci sono molte marche che producono ottimi gel a base di semi di lino, di fico d’india e altre sostanze delicate e naturali.

Colore, colore, voglio essere un unicorno

Se siete abituate a tingere i capelli con tinte permanenti contenenti ammoniaca, say goodbye and see you later fino alla fine dell’allattamento.

Come abbiamo visto, tutte le sostanze chimiche con cui si viene a contatto, potenzialmente possono essere assorbite dalla cute, passare nel sangue materno e quindi attraverso la placenta, al feto.

NO alle tinture per capelli ‘classiche ‘ contengono ammoniaca, acqua ossigenata e altre sostanze estremamente nocive per il feto. Sono consentiti solocolpi di sole o ciocche colorate, purché non a contatto del cuoio capelluto.

NO tassativo a permanenti, stirature chimiche, cheratine varie in quanto troppo pericolose per le sostanze impiegate, sia per la possibilità che vengano assorbite dalla cute, sia che vengano inalate durante le procedure di applicazione.

Esistono tinture chimiche semi-permanenti molto meno aggressive, ma io mi sento di consigliarvi di usare tinture naturali: hennè, erbe tintorie (per questo vi rimando all’articolo super esaustivo della nostra Cri Garavaglia). Alcuni saloni professionali usano esclusivamente tinture vegetali e se io fossi incinta, quelle userei.

Mi spiace, ma finché giocherello con la mia cute, no problem, ma quando si tratta di un bimbo, meglio rivedere la nostra routine estetica e magari scoprire un nuovo mondo meraviglioso

Mamme: raccontatemi le vostre esperienze…..

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