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FBL – Sfatiamo un po’ di miti cosmetici/3: dermatologicamente approvato

Un altro “marketing claim” che può voler dir tutto e il contrario di tutto è “dermatologicamente approvato”.

So che mi attirerò gli strali di molte persone, ma poco importa.

Questa comunissima dicitura conferisce al prodotto una sorta di “garanzia di qualità”, un’aura  di professionalità. Un po’ come il comun pensare fa credere che esistano davvero prodottti ‘ipoallergenici’ o che le creme e il make-up venduti in farmacia posseggano qualità ed efficacia maggiore per la pelle di un prodotto venduto in un’ottima bioprofumeria.

Continuate a leggere per capire il perché…

”Dermatologicamente approvato” non significa proprio nulla, a meno che il/la dermatologa o l’istituto “firmi” il prodotto e sia medico o struttura affidabile e riconosciuto. Di per se, infatti, “dermatologicamente approvato” è una scritta che non è supportata da alcun disciplinare o standard medico.

In base a quali standard il dermatologo o l’istituto avrebbe approvato il prodotto?

Chi ci dice che il dermatologo non sia sulla “busta paga” del tal produttore e “approvi” solo guardando la formula, ma senza compiere altri test specifici? Ho conosciuto dermatologi serissimi e competenti anche in chimica (QUI una Dottoressa seria e davvero competente), e dermatologi che di chimica non sanno niente di niente e infatti prescrivono preparazioni a dir poco discutibili.

La stessa logica vale per il “dermatologicamente testato”, dicitura che già ha più senso, solo a patto che nel bugiardino siano scritti accuratamente i test eseguiti, le modalità e i risultati.

Tutte queste diciture implicano qualche euro in più sul costo del prodotto: dobbiamo esigere quindi CHIAREZZA, sapere chi, come e in base a quali test ha deciso che il prodotto merita una stellina in più.

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